TITANIC
riflessioni sulla competizione

La competizione "sana" dovrebbe servire a stabilire i ruoli nelle gerarchie sociali, con l'obiettivo del bene comune.
Perchè spesso diventa strumento di prevaricazione ?

La competizione favorisce l'aggressività?

 

C'è da interrogarsi sulle capacità intellettuali di un insegnante che non riesce a comprendere perché i bambini si aggrediscono nei corridoi, sul campo di gioco e in strada, quando in classe i maggiori elogi sono riservati a chi riesce a battere i compagni. In molte maniere più o meno sottili, gli insegnanti dimostrano agli alunni che quanto viene appreso conta meno del trionfo da cogliere sui compagni di classe. Questa non è forse un'aggressione? [... ]: La sconfitta subita in aula è solo la prima goccia di una serie di ondate di aperta ostilità. È un fenomeno che si autoalimenta. Viene rinforzato dal biasimo dei compagni, dalla disapprovazione dei genitori e dalla perdita di autostima. Se la classe è il modello, e se in classe si prende a modello la competizione, le aggressioni nei corridoi non dovrebbero sorprendere nessuno.

Joseph Wax

"Competitition: Educational Incongruity," p.197

 

 

l'opinione di Alfie Kohn

E’ giusto cominciare a competere dall’infanzia ?
 
 
 
 
Le “armi “ di tutti sono pari ?
Chi stabilisce le regole del gioco ?

 

La cosi detta “lotta per la vita” è in realtà la lotta per il successo. Ciò che la gente teme, quando s’impegna nella lotta, non è di non poter mangiare il giorno dopo, ma di non riuscire a farsi invidiare dai propri vicini.

Bertrand Russel, La conquista Della Felicità. Edizioni Tea 2003

 

L’invidia si può combattere in una sola maniera, rendendo più felice e completa l’esistenza delle persone invidiose e incoraggiando nei giovani l’iniziativa collettiva piuttosto che la competizione

Bertrand Russel, Perché Non Sono Cristiano,  Edizioni Tea 2003

 

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